Finanziamenti a fondo perduto per nuove imprese, come ottenerli?

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di Graziano Pignatelli.

Spesso si sente parlare di "finanziamenti a fondo perduto", "prestito d'onore", "incentivi per start up", ma troppo poco si sa sul reale funzionamento di questi strumenti e su come ottenerli.

Questo articolo analizza i finanziamenti a fondo perduto in generale. Per quelli relativi al Covid-19 leggere articolo a questo link Crisi economica e finanziamento d’impresa. Scelta giusta?

Capita che chi abbia un'idea imprenditoriale, non disponga dei fondi necessari per realizzarla, pertanto, per avviare la propria attività d'impresa debba ricercare degli investitori.

Tuttavia, quando non si possiede una pregressa esperienza come imprenditore o manager e quando si è molto giovani, oppure si abita in zone economicamente svantaggiate, trovare degli investitori potrebbe non essere una cosa semplice.

In questi casi, ci si rivolge verso forme di finanziamento agevolato.

Ma cosa sono e come funzionano i fondi ed i finanziamenti per le neoimprese?

I finanziamenti per le imprese (non quelli che propriamente si richiedono presso un'istituto bancario o quelli per le imprese già costituite) sono degli strumenti per concedere credito agevolato (in tutto o in parte) a neo imprenditori con determinate caratteristiche (donne, giovani under 30, disoccupati), oppure che risiedono in determinate zone, considerate disagiate (città con dissesti finanziari, presenza di economia in recessione, alto tasso di disoccupazione) per incentivare il lavoro, la crescita e il miglioramento della qualità della vita.

Di tipologie di fondi e finanziamenti ne esistono molte e tutte, pur avendo una base comune, sono molto diverse tra loro.

Ma chi è che mette a disposizione questi fondi?

I fondi solitamente vengono distribuiti attraverso dei bandi. Questi bandi possono essere indetti da Enti Pubblici, Regioni, Società Pubbliche, Società partecipate dallo Stato, Società private, Società estere, Fondazioni private, Associazioni di categoria.

Ma come è possibile richiederli?

In forma molto riduttiva e semplificata, un finanziamento agevolato è soggetto al seguente iter:

una volta che il Soggetto concedente ha stanziato la cifra da destinare ai progetti d'impresa, è indetto il bando in cui sono definite le modalità di accesso. Queste, individuano i soggetti che possono essere destinatari dei fondi, la tipologia d'impresa che può beneficiarne, i requisiti degli amministratori o titolari, i territori in cui potranno esser concessi, le modalità con cui saranno valutate le domande, i tempi e le modalità per il rilascio e la eventuale restituzione di quanto ricevuto.

Alla luce di quanto esposto è già possibile comprendere la complessità del sistema dei fondi e le difficoltà alle quali si andrà in contro nel richiederli.

Le difficoltà riguardano la ricerca, la selezione del bando, ma soprattutto l'analisi delle caratteristiche (per valutarne la fattibilità in relazione all'idea d'impresa) e gli oneri che poi graveranno sui beneficiari di tali fondi.

Oneri, si, si parla proprio di oneri.

Per scongiurare fenomeni elusivi, truffaldini o speculativi, accedere a questi fondi comporta la nascita di diversi oneri nei confronti dei beneficiari, i quali possono riguardare:

la trasparenza nella gestione del finanziamento;

la rendicontazione dei costi sostenuti per l'avviamento dell'impresa;

il numero minimo dei lavoratori che saranno impiegati nell'impresa;

l'oggetto dell'impresa;

la condotta dei beneficiari e i luoghi in cui sarà svolta l'impresa.

Inoltre, per avviare una nuova impresa si dovrà preventivamente dare risposta a numerose domande.

Il sistema fiscale italiano e le normative che regolano il commercio e l'esercizio delle professioni, dei mestieri e delle attività economiche, negli anni è divenuto sempre più penetrante, complesso e ricco di insidie.

In presenza di un finanziamento agevolato, la gestione delle variabili d'impresa può divenire più difficile, poiché la concessione del finanziamento, come anticipato, pone diversi oneri nei confronti del beneficiario.

Con questo non si vuol sconsigliare l'accesso a questi fondi o scoraggiare i neo imprenditori, ma semplicemente far comprendere a quali rischi si può andar incontro e cosa sia possibile fare per abbattere tale coefficiente di rischio.

Facciamo un passo indietro.

L'art. 41 della Costituzione italiana sancisce al primo comma che l'iniziativa economica è libera. Tuttavia, ai successivi commi dispone che:

  • Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.
  • La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.

Sulla base di queste disposizioni, l'iniziativa economica, seppur libera, è sottoposta alla interpretazione sistematica (d'insieme) di tutte le leggi dello Stato italiano, che di fatto e di diritto ne regolamentano l'esercizio.

Ma cosa c'entra tutto questo con i finanziamenti per le imprese?

Molte attività economiche, in contraddizione con l'orientamento europeo di liberalizzazione delle stesse, sono ad oggi ancora sottoposte al rilascio di licenza (taxi, ncc, trasporti, investigazioni, farmacia) o al possedimento di determinati requisiti professionali (ristorazione, somministrazione di cibi e bevande).

Alcuni di questi requisiti sono comuni a tutti coloro che vogliono esercitare un'attività aperta al pubblico, quali ad esempio i requisiti di onorabilità. Altri, invece, sono specifici e riguardano la singola attività che si vuol svolgere.

Alcuni bandi per la richiesta di finanziamenti agevolati per l'attività d'impresa, prevedono che già al momento della presentazione della domanda i requisiti siano in possesso dell'aspirante imprenditore.

Inoltre, anche se non richiesti in prima battuta, sarà sempre necessario possedere tutti i requisiti previsti per l'esercizio dell'attività oggetto dell'impresa nel momento in cui verrà deliberato il finanziamento, pena la decadenza del diritto ad ottenerlo.

Quindi, sulla base di queste semplici condizioni, prima ancora di partire con la ricerca dei finanziamenti per una nuova attività d'impresa è necessario adoperarsi per il conseguimento di tutti i requisiti, per poter poi esercitare quella determinata attività e pianificare nel dettaglio la realizzazione della stessa.

Molti, invece, attuano il ragionamento contrario:

"Quando avrò ottenuto il finanziamento, mi metterò in regola con i requisiti e tutti gli adempimenti necessari".

Questo approccio è molto rischioso e pone delle fondamenta fragili al progetto d'impresa.

In termini nautici, espone ad un alto rischio di "naufragio" ancor prima di aver salpato l'ancora e aver lasciato il porto.

Le ragioni sono diverse:

i tempi necessari alla valutazione del progetto d'impresa potrebbero non esser brevi, tuttavia, nel momento in cui la domanda fosse accolta, si avrà a disposizione pochissimo tempo per presentare tutta la documentazione necessaria.

Infatti, nel momento in cui si verrà informati dell'esito positivo della domanda di finanziamento, solitamente sarà concesso un termine di due settimane (se non meno) per sottoscrivere il contratto e bisognerà dimostrare di:

avere a disposizione il locale per l'esercizio dell'attività oggetto dell'impresa e che questo sia idoneo al suo svolgimento;

possedere tutti i requisiti di onorabilità e professionalità;

nei casi previsti, essersi formalizzati nel mercato, ovvero possedere partita iva, iscrizione presso Inps e Camera di commercio.

Questi sono solo alcuni degli adempimenti generici richiesti al momento del rilascio del finanziamento, tuttavia, ogni bando è diverso e potrebbe prevedere anche ulteriori adempimenti.

Se è pur vero che chi richiede un finanziamento probabilmente lo fa perché non dispone delle risorse necessarie all'avviamento dell'attività, è pur vero che è assolutamente impensabile accedere a questi finanziamenti, senza investire nulla in termini di tempo e denaro proprio.

Prima ancora del Soggetto che concede il finanziamento, il primo a dover credere nel progetto d'impresa è il suo promotore (imprenditore) ed egli dovrà giustamente dimostrare di averci investito un minimo in studio, progettualità, tempo e denaro.

Pensare di impegnarsi realmente nel progetto d'impresa esclusivamente nel momento in cui sarà concesso il finanziamento è assolutamente il peggior approccio che si possa avere all'attività imprenditoriale, poiché espone ad un serio rischio di fallimento.

Quanto detto sin ora, non deve demoralizzare il futuro neoimprenditore, scoraggiarlo o farlo desistere dal richiedere un finanziamento.

Al contrario, comprendere il funzionamento di questi strumenti consente di capire quanto questi tutto siano eccetto che un gioco, uno scherzo e pertanto far desistere da approcci con eccessiva faciloneria.

La scelta del locale dove esercitare l'attività d'impresa è un momento delicato che richiede tempo. Svolgere questo compito in soli pochi giorni, può farci cadere in errore e non valutare attentamente le potenzialità, i pregi e i difetti del locale scelto.

Ma se ottenere questi finanziamenti espone a diversi obblighi, allora sarebbe meglio non richiederli?

La scelta di richiedere un finanziamento spesso è una scelta obbligata, poiché senza il finanziamento l'imprenditore non avrebbe la forza economica per avviare la sua attività.

Tuttavia, spesso si è propensi a richiedere un finanziamento anche in un momento di crisi economica.

Ma è sempre la scelta giusta, quella di indebitarsi per superare un momento di crisi?

Pertanto, il nostro consiglio è quello di provare ad accedere a tali strumenti, ma preparando al meglio la strada senza lasciare nulla al caso.

Preparare la strada significa innanzitutto affidarsi ad un Professionista di fiducia che oltre a prepararci le pratiche per l'ottenimento dei fondi, sia realmente intenzionato a seguirci durante tutta la realizzazione del nostro progetto.

La motivazione è semplice e riguarda proprio l'obiettivo che questi avrà. Il Professionista che mira esclusivamente all'ottenimento del finanziamento, sarà interessato esclusivamente all'ottenimento della sua percentuale sull'importo finanziato (pratica vietata), o all'ottenimento del corrispettivo per aver istruito la domanda. Pertanto, egli difficilmente indicherà poi all'imprenditore come orientarsi nel mercato e fare le giuste scelte, valutando tutti i rischi che potranno presentarsi.

Altro consiglio che ci sentiamo di dare è di star lontani da chi promette mari e monti con configurazioni fantasiose della futura attività d'impresa, per poi non pagare tasse, costi di avviamento e quant'altro.

Il caso più comune è quello della Start up innovativa, che gode di un regime semplificato ed agevolato per la costituzione della Società e la sua amministrazione.

Se è pur vero che la Start up innovativa ha dei "privilegi", è pur vero che non tutte le attività economiche possono configurarsi in tale tipologia: la pizzeria al taglio, il laboratorio artigianale di falegnameria, l'officina meccanica (presa nella sua accezione più comune) non è detto che possano configurarsi come start up innovativa.

Lo Studio Tributario Buildmark, grazie alle competenze dei Professionisti di cui si avvale è in grado di seguire le imprese in tutte le fasi della loro vita, senza lasciare mai solo l'imprenditore nell'affrontare la sua sfida commerciale.

Per informazioni, anche per la richiesta di finanziamenti agevolati, visitare il nostro sito web www.buildmark.it oppure chiamare il numero verde 800.92.60.01.

La nostra sede principale è a Firenze, primo incontro gratuito e senza impegno.

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