Scia o Dia? Nuova impresa, quale adempimento per il Suap del Comune?

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di Graziano Pignatelli.

La Scia (segnalazione certificata inizio attività) e la Dia (denuncia inizio attività) sono i più comuni endoprocedimenti (adempimenti amministrativi) che un'impresa è chiamata a depositare presso il Suap (sportello unico per le attività produttive) del Comune in cui questa ha proceduto ad avviare la propria attività.

Quando è necessario depositare la Scia? E quando la Dia?

Innanzitutto, chiariamo che solitamente gli endoprocedimenti devono esser depositati nel momento in cui una determinata attività è posta in essere da un soggetto, impresa o privato cittadino che sia e che questa sia ritenuta di pubblico interesse, e pertanto, sia necessario darne notizia alla pubblica amministrazione di riferimento, nello specifico, quella deputata all'esercizio del controllo o dell'imperio nel luogo in cui tale attività è esercitata.

Ma cosa significa esattamente quanto espresso nelle righe precedenti?

Significa che esistono delle attività, non solo imprenditoriali, ma ad esempio anche quelle edilizie, che se poste in essere sono soggette al deposito di una Scia, di una Dia o altro procedimento amministrativo.

La ratio di tale precetto è la rilevanza che l'attività svolta assume nei confronti della comunità, che pertanto necessità di un controllo da parte delle Amministrazioni locali.

Quindi, ad esempio, sia per un'importante ristrutturazione di un appartamento, sia per l'apertura di un esercizio di vicinato (es. negozio di abbigliamento), sarà necessario presentare una Cila oppure una Scia al Suap del Comune ove l'appartamento o il negozio hanno sede.

Ma se ad esempio volessi aprire un negozio d'abbigliamento, quando dovrò presentare la Scia nuova attività?

Nel momento in cui sottoscrivo il contratto di affitto del locale?

Oppure nel momento in cui ottengo la partita iva?

Basandoci sul caso dell'apertura di un negozio di abbigliamento, la Scia per una nuova attività dovrà esser presentata entro 30 giorni dal momento in cui si avrà ufficialmente iniziato a commercializzare i prodotti all'interno del negozio, ovvero entro 30 giorni dall'effettiva apertura del negozio.

Tuttavia, di norma, prima di procedere con l'apertura di un esercizio commerciale, si dovrà preventivamente formalizzare l'impresa nel mercato, sotto forma di Ditta o Società, iscrivendola in Camera di Commercio e ottenendo contestualmente l'attribuzione della partita iva.

Ma fino a quando non si sarà proceduto con l'effettiva apertura dell'esercizio commerciale, nessun endoprocedimento (Scia o Dia) dovrà esser notificato al Suap del Comune di riferimento.

Ma cosa bisogna scrivere in questa Scia?

La Scia (telematica o cartacea) si concretizza di norma in un modulo prestampato in cui bisognerà inserire una serie di informazioni richieste.

Le più importanti attengono ovviamente il tipo di attività svolta, l'indirizzo e le caratteristiche dei locali in cui essa è svolta, i riferimenti del titolare e dell'eventuale Preposto (se richiesto); altre possibili informazioni riguardanti l'impatto acustico dell'attività e gli orari di apertura.

Per tutte le attività commerciali è possibile o doveroso presentare la Scia?

La Scia si caratterizza per essere una comunicazione riservata alle attività più semplici, quelle con minor impatto sull'ambiente circostante. Infatti, una volta depositata la Scia, il Comune avrà 30 giorni di tempo per sollevare eventuali contestazioni, dopodiché l'attività si considererà priva di impedimenti e potrà continuare ad esser svolta liberamente.

Quando invece l'attività che si intende svolgere può avere dei riflessi più importanti nella comunità di riferimento, allora sarà necessario il deposito di una Dia.

Normalmente la Dia è richiesta per l'apertura di strutture sanitarie, veterinarie, oppure di grandi dimensioni, oppure industriali oppure che hanno ad oggetto un'attività a forte impatto ambientale.

Ad esempio, per un negozio d'abbigliamento normalmente è richiesto il deposito di una semplice Scia, tuttavia, se le dimensioni dei locali dovessero superare i 300 mq, sarà necessario depositare una DIA.

Ma in cosa differisce la Dia rispetto alla Scia?

La Dia si configura sempre come un'autodichiarazione inviata dall'interessato, la quale non è soggetta ad autorizzazione vera e propria, limitandosi la P.A. al controllo dei requisiti, ma generalmente è un provvedimento che prevede maggiori adempimenti per chi lo predispone.

Infatti, la Dia è solitamente accompagnata da una relazione tecnico descrittiva redatta da un Professionista (ingegnere. geometra) e da ulteriori documenti.

In questa sede non è possibile elencare tassativamente tutte le casistiche in cui sarà necessario procedere attraverso la Scia o la Dia per l'avviamento di una nuova attività. Per tale approfondimento sarà necessario rivolgersi ad un Professionista specializzato, che potrà analizzare il progetto d'impresa e chiarire quali saranno le formalità da dover realizzare per poter aprire la nuova attività in totale sicurezza.

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