Come internazionalizzare un'impresa in Cina?

di Graziano Pignatelli.

Come internazionalizzare la propria impresa in Cina?

Attualmente il mercato asiatico è uno dei più fiorenti e ambiti a livello internazionale, soprattutto dalle imprese medio/grandi che cercano soluzioni per implementare i propri margini.

Tuttavia, l'ingresso in questo contesto è particolarmente difficile e pieno di insidie. La maggior parte delle imprese mira a poter approdare al mercato cinese, talvolta passando attraverso Hong Kong e Taiwan.

La Cina per sua natura è ancora un territorio chiuso, in cui è fortemente radicata la distinzione tra cittadino cinese e straniero. Ogni tipo di attività deve necessariamente ottenere delle autorizzazioni governative nel luogo in cui si sceglie di operare, le quali possono non sempre essere rilasciate con facilità.

La Cina oggi la si può considerare come il miglior "Stato consumatore", grazie alla sua popolazione superiore al miliardo di persone, all'espansione costante del suo PIL e al fenomeno di occidentalizzazione che la caratterizza. Si assiste, infatti, ad una continua crescita di bisogni indotti.

In tutti i settori, da quello agro-alimentare a quello dell'edilizia, dal metalmeccanico al fashion, vi è una continua crescita nel numero dei consumatori e dei consumi, pertanto la richiesta di beni aumenta.

Il Governo cinese ha ampiamente legiferato in materia di Diritto Commerciale ed ha sancito diverse modalità con cui un'impresa straniera può ottenere la licenza di esercizio, per un'attività commerciale nella Repubblica Popolare Cinese.

Impiantare una vera e propria unità produttiva non è cosa semplice, per questo motivo molte imprese si rivolgono ad importatori per mezzo dei quali vendono i loro prodotti, ovviamente sacrificando parte dei ricavi.

Tuttavia, per mezzo dell'importatore non è possibile commercializzare qualsiasi tipo di prodotto. Alcuni beni, infatti, necessitano per il loro collocamento di una serie di attività quali: formazione specifica degli operatori, canale di assistenza post vendita, campagna pubblicitaria e strategia di marketing, attività queste, che non possono esser delegate ad un importatore.

Il sistema più semplice per mettere un piede nel mercato cinese è sicuramente l'apertura di un ufficio di rappresentanza (representative office - RO). L'ufficio di rappresentanza - RO non ha la possibilità di concludere direttamente contratti e commercializzare prodotti, infatti, salvo che per alcune tipologie di servizi, per l'RO è totalmente esclusa l'operatività diretta.

Tuttavia, per mezzo dell'RO è possibile effettuare operazioni di marketing, ricercare la clientela, effettuare studi di mercato, tastare direttamente il territorio, il tutto per giungere poi alla conclusione di contratti, i quali saranno sottoscritti dall'impresa madre nello Stato in cui questa ha sede.

Il primo vantaggio dell'apertura di un RO sta nella possibilità di ambire ad una totale esenzione fiscale. Infatti, il Representative Office, proprio perché non svolge normalmente attività produttiva in forma autonoma, ma funge solo da collegamento, non è considerato soggetto giuridico, ovvero non è un centro di imputazione di diritti e doveri.

Qualora invece l'RO svolgesse direttamente un'attività produttiva, la Circolare N.18/2010, emessa dallo State Administration of Taxation il 20 febbraio 2010, entrata in vigore con effetto retroattivo il 1º gennaio 2010, ha sancito che la tassazione riservata agli RO si attesti, a seconda dei casi, su di un massimo del 15%.

Quindi, oltre a non essere soggette ad una doppia contribuzione (L. 31 ottobre 1989, n. 376), le imprese straniere, per mezzo dell'RO, possono facilmente assumere personale attraverso le agenzie interinali. La normativa sul lavoro cinese impone agli RO di rivolgersi alle agenzie interinali (FESCO – Foreign Enterprise Service Company) accreditate, per la somministrazione del personale. Attraverso questa procedura si ha un minor carico nei confronti degli RO anche in termini di HR ( Human Resources).

Per procedere all'apertura dell'RO in Cina è necessario presentare domanda all'ufficio locale dell'Administration for Industry and Commerce (SAIC), ovviamente corredata da ampia documenti e sotto la supervisione di un'Agenzia localmente accreditata.

Lo Studio Tributario Buildmark grazie alle competenze dei Professionisti di cui si avvale è in grado di seguire le imprese nel processo di internazionalizzazione nel mercato asiatico.

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